Ventilazione e raffrescamento
 
Per limitare i danni produttivi ed economici dovuti al caldo estivo l’allevatore può ricorrere a diverse soluzioni: dagli accorgimenti costruttivi della stalla all’installazione di impianti di ventilazione artificiale e di raffrescamento tramite nebulizzazione e aspersione diretta d’acqua.
 
Lo stato di benessere e la produzione di latte delle bovine sono fortemente condizionati dal microclima della stalla, ovvero dall’azione della temperatura, dell’umidità e della velocità dell’aria.
 
Grande importanza, inoltre, hanno altri parametri ambientali, quali la concentrazione di gas nocivi, polveri e la luce.
 
 
La temperatura ideale.
 
La zona di neutralità termica è quell’intervallo di temperature all’interno del quale è minima la produzione di calore da parte dell’animale ed è massima la quota di energia destinata alle produzioni zootecniche
 
Zona di neutralità termica per Frisone
 
Bovine T min. (°C) T max (°C)
In asciutta 0 24
In lattazione 5 21
 
In realtà la temperatura dell’aria può discostarsi dal valore della temperatura effettivamente percepita dagli animali, essendo questa influenzata anche dall’umidità relativa, dalla velocità dell’aria, dagli scambi di calore per irraggiamento e per conduzione.
 
Il caldo estivo causa danni produttivi ed economici ingenti; il protrarsi ininterrotto dei periodi più caldi per settimane o mesi comporta un peggioramento delle prestazioni produttive e riproduttive delle bovine, specie di quelle ad alta produzione, soprattutto quando il clima è caratterizzato da umidità elevata.
 
Per valutare il livello di stress termico nei bovini, con riferimento alla temperatura e all’umidità relativa dell’aria, è utilizzato comunemente l’indice THI (Temperature Humidity index - indice di temperatura e umidità), per il cui calcolo sono state messe a punto diverse formule. Nelle bovine da latte le condizioni di elevato stress termico, tali da richiedere interventi immediati da parte dell’allevatore sono evidenziate dalla loro temperatura rettale, quando supera i 39,3 °C, e dalla frequenza respiratoria quando è maggiore di 80 atti respiratori al minuto.
 
Inoltre avremo un calo della produzione lattea e dell’ingestione volontaria del 10%.
 
 
Raffrescamento
 
COSA E’ IL RAFFRESCAMENTO A GOCCIA GROSSA?
 
Una tubazione in acciaio inox provvista di ugelli in ottone viene installata lungo tutta la corsia di alimentazione e distribuisce acqua a goccia grossa direttamente sugli animali abbassandone la temperatura corporea.
 
La somministrazione dell’acqua viene gestita direttamente da un quadro elettronico di comando in base alle condizione ambientali interne alla stalla.
 
PERCHE’ IL RAFFRESCAMENTO A GOCCIA GROSSA?
 
La bovina da latte è libera di scegliere se farsi bagnare o meno a seconda delle sue necessità.
 
La diffusione localizzata dell’acqua a goccia grossa evita problemi di fermentazioni anomale a livello di lettiera e di mangiatoia.
 
Semplice installazione e poca manutenzione.
 
Il sistema di raffrescamento a goccia grossa va sempre associato ad un ottimo impianto di ventilazione!